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Artrosi cervicale: sintomi, cause e cure efficaci

Cos’è l’artrosi cervicale

L’artrosi cervicale è una condizione degenerativa che colpisce le vertebre, i dischi intervertebrali e le articolazioni del tratto cervicale della colonna vertebrale. Si tratta di un processo progressivo legato all’invecchiamento naturale delle strutture del collo, che porta a un deterioramento della cartilagine e a modifiche ossee.

Questa patologia, nota anche come spondilosi cervicale, è estremamente diffusa nella popolazione adulta e anziana. Si stima che oltre l’80% delle persone sopra i 60 anni presenti segni radiologici di artrosi cervicale, anche se non tutti sviluppano sintomi significativi.

Il rachide cervicale è composto da sette vertebre (da C1 a C7) separate da dischi che fungono da ammortizzatori. Con il passare del tempo, questi dischi perdono elasticità e idratazione, le vertebre possono formare escrescenze ossee (osteofiti) e i legamenti tendono a irrigidirsi, limitando la mobilità del collo.

infografica artrosi cervicale

Quali sono i sintomi dell’artrosi cervicale?

I sintomi dell’artrosi cervicale variano notevolmente da persona a persona. Molti individui con evidenze radiologiche di artrosi rimangono asintomatici, mentre altri sperimentano disturbi che influenzano significativamente la qualità di vita.

Il dolore al collo rappresenta il sintomo più comune. Questo dolore può essere localizzato nella zona cervicale o irradiarsi verso le spalle, le braccia e persino le mani. La rigidità cervicale è spesso più accentuata al mattino o dopo periodi di immobilità prolungata.

Altri sintomi frequenti includono:

  • scricchiolii o rumori durante i movimenti del collo
  • mal di testa che origina dalla base del cranio e si estende verso la fronte
  • limitazione dei movimenti di rotazione, flessione ed estensione del collo
  • tensione muscolare e contratture nella regione cervicale e delle spalle.

Quando l’artrosi provoca un restringimento del canale vertebrale o compressione delle radici nervose, possono manifestarsi sintomi neurologici come formicolii, intorpidimento o debolezza agli arti superiori. In casi più gravi, con coinvolgimento del midollo spinale (mielopatia cervicale), possono comparire disturbi dell’equilibrio, difficoltà nella coordinazione e problemi di deambulazione.

Le cause dell’artrosi cervicale

L’artrosi cervicale è principalmente una conseguenza dell’invecchiamento fisiologico, ma diversi fattori possono accelerarne lo sviluppo o aggravarne il decorso.

Con l’età, i dischi intervertebrali perdono contenuto d’acqua e diventano meno elastici, riducendo la loro capacità di assorbire gli urti. Questo processo porta a una maggiore sollecitazione delle articolazioni vertebrali e alla formazione di osteofiti, escrescenze ossee che rappresentano un tentativo del corpo di stabilizzare le strutture danneggiate.

Tra i fattori di rischio principali si trovano:

Fattore di rischioDescrizione
Posture scorrette prolungateMantenere il collo in posizioni forzate per lunghi periodi, come accade con l’uso intensivo di computer e smartphone
Traumi cervicaliColpi di frusta o lesioni sportive possono danneggiare le strutture del collo
Attività lavorative usurantiProfessioni che richiedono movimenti ripetitivi del collo o il sollevamento di carichi pesanti
Predisposizione geneticaLa familiarità gioca un ruolo nello sviluppo precoce dell’artrosi
SovrappesoL’eccesso di peso aumenta il carico sulla colonna vertebrale
SedentarietàLa mancanza di movimento favorisce la rigidità articolare

Come si capisce se si ha l’artrosi al collo?

La diagnosi di artrosi cervicale si basa su una valutazione clinica completa e sull’utilizzo di esami strumentali mirati.

Il medico inizia con un’anamnesi dettagliata per comprendere la natura del dolore, la sua durata, i fattori che lo aggravano o lo alleviano e l’eventuale presenza di sintomi neurologici. L’esame obiettivo include la valutazione della mobilità del collo, la palpazione delle zone dolenti e test specifici per verificare la funzionalità nervosa.

La radiografia standard rappresenta l’esame di primo livello, capace di evidenziare il restringimento degli spazi discali, la presenza di osteofiti e alterazioni dell’allineamento vertebrale. Tuttavia, è importante sottolineare che i reperti radiologici non sempre correlano con l’intensità dei sintomi.

Quando si sospetta un coinvolgimento delle strutture nervose, possono essere necessari esami più approfonditi come la risonanza magnetica, che permette di visualizzare in dettaglio i dischi, il midollo spinale e le radici nervose. La TAC può essere utile per valutare meglio le alterazioni ossee.

In presenza di sintomi neurologici, l’elettromiografia può aiutare a identificare quali radici nervose sono compromesse e il grado di sofferenza nervosa.

Come si cura l’artrosi cervicale?

Il trattamento dell’artrosi cervicale è prevalentemente conservativo e mira a controllare i sintomi, preservare la funzionalità e prevenire il peggioramento.

Terapie farmacologiche e fisiche

Gli antinfiammatori non steroidei (FANS) rappresentano la prima linea farmacologica per il controllo del dolore acuto. Nei casi di dolore più intenso possono essere utilizzati analgesici più potenti o, per brevi periodi, cortisonici. I miorilassanti aiutano a ridurre la tensione muscolare associata.

La fisioterapia riveste un ruolo centrale nel trattamento. Gli esercizi terapeutici specifici mirano a:

  • migliorare la mobilità articolare
  • rafforzare la muscolatura cervicale e delle spalle
  • correggere le posture scorrette
  • recuperare la funzionalità nelle attività quotidiane.

Tecniche come la terapia manuale, la tens e la termoterapia possono fornire sollievo sintomatico. Il collare cervicale rigido va utilizzato solo per brevi periodi nelle fasi acute, poiché l’immobilizzazione prolungata può peggiorare la rigidità.

Trattamento chirurgico

L’intervento chirurgico è riservato ai casi con compressione midollare o radicolare significativa che non rispondono al trattamento conservativo e comportano deficit neurologici progressivi. Le tecniche chirurgiche variano dalla decompressione delle strutture nervose alla stabilizzazione con artrodesi (fusione vertebrale) o alla sostituzione discale con protesi. In questi casi è fondamentale il supporto di specialisti in ortopedia e traumatologia.

Cosa non fare con l’artrosi cervicale

Alcuni comportamenti possono aggravare i sintomi e accelerare il processo degenerativo.

È importante evitare di mantenere posizioni fisse del collo per periodi prolungati, come guardare lo smartphone con il capo costantemente flesso in avanti. Dormire con cuscini troppo alti o troppo bassi può sovraccaricare le strutture cervicali durante la notte.

Movimenti bruschi e ripetitivi del collo, sollevamento di pesi con posture scorrette e attività che richiedono torsioni forzate vanno limitati. L’automedicazione prolungata senza controllo medico può mascherare un peggioramento della condizione.

La sedentarietà e l’assenza di attività fisica regolare favoriscono la rigidità articolare e l’indebolimento muscolare. Al contrario, un’attività fisica moderata e regolare, come il nuoto o la ginnastica posturale, rappresenta un elemento protettivo importante.

Infine, il fumo di sigaretta compromette la vascolarizzazione dei dischi intervertebrali, accelerando il processo degenerativo. Smettere di fumare contribuisce a rallentare la progressione dell’artrosi cervicale e migliora la risposta ai trattamenti.