Skip to content

I fibromi uterini: sintomi e trattamenti

I fibromi uterini, o leiomiomi, sono tumori benigni del muscolo dell’utero e sono molto frequenti: interessano una quota rilevante delle donne in età fertile. Moltissimi non danno sintomi e si scoprono per caso durante un’ecografia. La maggior parte non richiede alcun trattamento e, quando serve intervenire, esistono opzioni conservative.

Che cosa sono i fibromi uterini

Un fibroma è un nodulo che nasce dal tessuto muscolare liscio dell’utero, il miometrio. È benigno per definizione: non invade i tessuti vicini e non dà metastasi. Le dimensioni variano moltissimo, da pochi millimetri a diversi centimetri, e spesso nello stesso utero ne convivono più di uno.

La crescita dei fibromi è ormono-dipendente: sono gli estrogeni e il progesterone a stimolarla. Questo spiega due fatti che contano molto nelle decisioni cliniche. I fibromi compaiono e crescono durante l’età fertile, quando gli ormoni sono attivi. E tendono a ridursi dopo la menopausa, quando lo stimolo ormonale viene meno. Per una donna vicina a quella fase, la prospettiva cambia parecchio.

Dove si trovano: i tipi di fibroma

I fibromi si classificano in base alla sede, secondo lo schema internazionale FIGO. Non è un dettaglio tecnico: è la sede a spiegare quali sintomi compaiono.

  • Sottomucosi: sporgono all’interno della cavità uterina. Sono spesso i più piccoli, ma danno più sanguinamento e più problemi di fertilità.
  • Intramurali: crescono nello spessore della parete. Sono i più comuni.
  • Sottosierosi: sporgono verso l’esterno dell’utero. Danno compressione sugli organi vicini più che sanguinamento, e sono quelli più legati alla pancia gonfia.
  • Peduncolati: sono attaccati alla parete da un sottile peduncolo, verso l’interno della cavità o verso l’esterno.

La conseguenza pratica è che la sede conta più della dimensione. Un fibroma sottomucoso di 2 centimetri può dare più disturbi di un sottosieroso di 6: per questo, davanti a un referto, la domanda giusta non è solo “quanto è grande” ma “dove si trova”.

TipoDove si trovaSintomi tipiciImpatto sulla fertilità
Sottomucososporge nella cavità uterinamestruazioni abbondanti e prolungate, sanguinamenti fra un ciclo e l’altroil più rilevante: può interferire con l’impianto
Intramuralenello spessore della parete muscolaremestruazioni abbondanti, senso di peso, aumento di volume dell’uterovariabile, secondo dimensione e vicinanza alla cavità
Sottosierososulla superficie esterna dell’uterocompressione su vescica e intestino, pancia gonfiain genere scarso
Peduncolatounito alla parete da un peduncolosimili a quelli del sottomucoso o del sottosieroso, secondo il latodipende dal lato verso cui cresce

I sintomi, e perché spesso non ce ne sono

Molti fibromi sono silenti: non danno alcun disturbo e vengono trovati durante un controllo fatto per altri motivi. Quando i sintomi ci sono, dipendono soprattutto dalla sede e dal volume.

  • mestruazioni abbondanti e prolungate, il sintomo più caratteristico
  • sanguinamenti fra un ciclo e l’altro
  • dolore pelvico o senso di peso nella parte bassa dell’addome
  • dolore durante i rapporti
  • sintomi da compressione: bisogno frequente di urinare, difficoltà a svuotare del tutto la vescica, stitichezza
  • dolore lombare

C’è un segnale che merita attenzione particolare perché a volte è l’unico. Le perdite abbondanti, mese dopo mese, consumano le riserve di ferro e possono portare a un’anemia da carenza di ferro: stanchezza, pallore, fiato corto sotto sforzo. Molte donne arrivano alla diagnosi di fibroma partendo proprio da un emocromo alterato, senza aver mai considerato abbondante il proprio ciclo.

Perché la pancia è gonfia

È uno dei sintomi meno associati ai fibromi, e uno di quelli che allungano di più il percorso verso la diagnosi. I fibromi voluminosi, soprattutto sottosierosi e intramurali, aumentano il volume dell’utero. Il risultato è una distensione addominale reale, dovuta a una massa nella pelvi e non a gas o a un disturbo della digestione.

Chi ha la pancia gonfia, però, pensa di solito all’intestino. Così molte donne passano mesi fra esclusioni alimentari, test per le intolleranze e visite per disturbi digestivi, prima che qualcuno guardi l’utero.

Alcuni elementi aiutano a distinguere i due tipi di gonfiore:

  • non varia con i pasti: è presente anche a digiuno e non peggiora dopo mangiato
  • non migliora con la dieta né eliminando alcuni alimenti
  • è più marcato nella parte bassa dell’addome, sotto l’ombelico
  • può accompagnarsi a sintomi urinari, come lo stimolo frequente

Un’avvertenza: questo gonfiore non è un aumento di peso, anche se a volte viene vissuto così. Se la pancia cresce mentre la bilancia resta ferma, è un motivo in più per parlarne con il ginecologo. Per chiarire il dubbio basta, in genere, un’ecografia.

Sono pericolosi? Possono diventare maligni?

La risposta onesta è rassicurante. Il fibroma è benigno per definizione. Esiste un tumore maligno del muscolo uterino, il leiomiosarcoma, ma è rarissimo e viene considerato un’entità distinta: non è l’evoluzione di un fibroma che “si trasforma”.

Proprio per questo la condotta standard davanti a un fibroma senza sintomi è controllarlo nel tempo invece di operarlo subito. L’attesa vigile non è una rinuncia: è la scelta clinicamente corretta per la maggior parte delle donne.

Ci sono però situazioni che richiedono un approfondimento senza aspettare il controllo successivo:

  • una crescita rapida fra un’ecografia e l’altra
  • una crescita dopo la menopausa, quando il fibroma dovrebbe invece ridursi
  • un sanguinamento anomalo che persiste

Fibromi e gravidanza

La maggior parte delle donne con fibromi concepisce e porta avanti la gravidanza senza problemi. Anche qui conta la sede: i sottomucosi, che deformano la cavità, sono quelli che più possono interferire con l’impianto dell’embrione, mentre i sottosierosi di solito non hanno effetti sulla fertilità.

Durante la gravidanza i fibromi possono aumentare di volume, per effetto dell’aumento degli ormoni, e ridursi dopo il parto. Le possibili complicanze, come il dolore legato a una degenerazione del fibroma o una presentazione anomala del feto, sono eventualità da conoscere e da seguire con il ginecologo, non esiti da temere in partenza.

Se il concepimento tarda, il ginecologo valuta anche altre cause possibili. Fra le condizioni ginecologiche che possono incidere sulla fertilità c’è l’endometriosi, che ha sintomi in parte sovrapponibili, come il dolore mestruale.

Come si arriva alla diagnosi

Il percorso parte dalla visita ginecologica, durante la quale un utero aumentato di volume o irregolare può già far sospettare la presenza di fibromi. Gli esami che possono seguire sono:

  • ecografia pelvica e transvaginale, l’esame di riferimento per numero, sede e dimensioni
  • isteroscopia, per osservare direttamente la cavità quando si sospetta un fibroma sottomucoso
  • risonanza magnetica, nei casi complessi o prima di un intervento
  • emocromo e ferritina, per valutare un’eventuale anemia

La visita serve anche a distinguere i fibromi da altre cause di ciclo irregolare o abbondante, come l’ovaio policistico.

Quando si curano e come

Il primo trattamento, molto spesso, è nessun trattamento. Un fibroma che non dà sintomi si controlla nel tempo con visite ed ecografie, senza intervenire.

Alla domanda se i fibromi possano sparire da soli la risposta è precisa: non scompaiono, ma si riducono dopo la menopausa, quando cala lo stimolo ormonale. In una donna vicina a quella fase questo pesa molto sulla decisione: anche un fibroma che dà qualche disturbo può essere gestito aspettando, invece di ricorrere alla chirurgia.

Quando i sintomi incidono sulla qualità della vita, le possibilità sono diverse e si scelgono in base a sede e dimensioni del fibroma, età e desiderio di gravidanza:

  • terapie mediche, per controllare il sanguinamento abbondante e ridurre i disturbi
  • embolizzazione delle arterie uterine, una procedura che riduce l’afflusso di sangue al fibroma, portandolo a ridursi, e che conserva l’utero
  • miomectomia, cioè l’asportazione del solo fibroma, per via isteroscopica nei sottomucosi o laparoscopica negli altri casi
  • tecniche con ultrasuoni focalizzati, che agiscono sul fibroma senza incisioni
  • isterectomia, l’asportazione dell’utero, che resta un’opzione ultima e non automatica

Le opzioni conservative hanno un obiettivo comune: eliminare i disturbi preservando l’utero. È un aspetto decisivo per chi desidera una gravidanza, ma anche per chi preferisce evitare un intervento più esteso. Non tutte sono adatte a ogni fibroma: sede e dimensioni, ancora una volta, orientano la scelta.

Le diete non riducono i fibromi e non sono una terapia. Se trattare, e con quale tecnica, lo stabilisce il ginecologo sul singolo caso, dopo aver discusso vantaggi e limiti di ciascuna opzione.

Quando rivolgersi al ginecologo

È il momento di prenotare una visita se:

  • le mestruazioni obbligano a cambiare l’assorbente ogni 1-2 ore o durano più di 7 giorni
  • compaiono stanchezza e pallore, possibili segni di anemia
  • la pancia aumenta di volume senza aumento di peso
  • c’è uno stimolo frequente a urinare senza infezione
  • il dolore pelvico è persistente
  • non arriva una gravidanza dopo 12 mesi di tentativi

Per chi vive a Sesto San Giovanni o nell’area milanese, il primo passo è una visita nell’ambulatorio di ginecologia a Sesto.

Per approfondire: le schede divulgative di ISSalute, Istituto Superiore di Sanità e la voce sui fibromi uterini dei Manuali MSD.

Domande frequenti sui fibromi uterini

Quali sono i sintomi dei fibromi uterini?

Molti fibromi non danno sintomi. Quando li danno, i più comuni sono mestruazioni abbondanti e prolungate, sanguinamenti fra un ciclo e l’altro, senso di peso o dolore pelvico, pancia gonfia e disturbi da compressione come lo stimolo frequente a urinare o la stitichezza. Le perdite abbondanti possono causare anemia.

Quando un fibroma uterino è pericoloso?

Il fibroma è un tumore benigno e la trasformazione maligna è rarissima. Va però approfondito senza attendere se cresce rapidamente, se aumenta di volume dopo la menopausa o se provoca un sanguinamento anomalo persistente. Anche un’anemia importante dovuta a mestruazioni abbondanti è un motivo per intervenire.

I fibromi uterini possono sparire da soli?

In genere non scompaiono, ma dopo la menopausa tendono a ridursi, perché la loro crescita dipende da estrogeni e progesterone. Per questo, in una donna vicina alla menopausa, il ginecologo può proporre di controllare il fibroma nel tempo invece di trattarlo, se i disturbi sono sopportabili.

Come si curano i fibromi uterini?

Se non danno sintomi, spesso non si curano: si controllano. Quando i disturbi sono importanti si può ricorrere a terapie mediche per il sanguinamento, all’embolizzazione, alla miomectomia o a tecniche con ultrasuoni focalizzati. L’isterectomia è l’ultima opzione. La scelta dipende da sede, dimensioni, età e desiderio di gravidanza.

I fibromi impediscono una gravidanza?

Nella maggior parte dei casi no: molte donne con fibromi concepiscono e portano avanti la gravidanza senza problemi. I fibromi sottomucosi, che sporgono nella cavità uterina, sono quelli che più possono ostacolare l’impianto. In gravidanza i fibromi possono crescere e poi ridursi dopo il parto.

I fibromi possono far gonfiare la pancia?

Sì. I fibromi voluminosi, soprattutto sottosierosi e intramurali, aumentano il volume dell’utero e distendono l’addome. A differenza del gonfiore intestinale, questa distensione non cambia con i pasti, non migliora con la dieta ed è più evidente sotto l’ombelico. Un’ecografia pelvica in genere chiarisce il dubbio.

Prenotare una visita ginecologica a Sesto San Giovanni

La sede Santagostino di Sesto San Giovanni si trova in Via Gorizia 23, 20099 Sesto San Giovanni (MI); l’accesso è da via Oslavia e la fermata più comoda è Sesto Marelli, sulla linea M1. Il centro apre dal lunedì al venerdì fra le 07:30 e le 20:30 e il sabato fra le 07:30 e le 13:00, mentre la domenica è chiuso. Il numero per prenotare è 02 89701701.